Specie botanica
AsparagaceaeMelomphis arabica (L.) Raf.
Latte di gallina d'Arabia
Descrizione
Descrizione morfologica
Pianta erbacea perenne, alta generalmente tra 30 e 80 cm, caratterizzata da un apparato radicale bulboso, con bulbo ovoide o sferico, di dimensioni comprese tra 3,5 e 5,5 cm di lunghezza e 3-5,5 cm di diametro. Il bulbo presenta una tunica membranacea di colore bruno chiaro e produce bulbilli secondari sessili, piccoli (1,5-2 mm), fino a 7 per bulbo, che contribuiscono alla propagazione vegetativa.
Il fusto è più corto e più largo rispetto alle foglie, con una superficie leggermente rugosa, di colore verde chiaro e misura mediamente 40-60 cm in altezza per 0,7-0,9 cm di diametro.
Le foglie, generalmente 5-8 per pianta, sono lineari, erbacee, di colore verde chiaro e leggermente canalicolate (cioè con una leggera scanalatura longitudinale). La loro lunghezza varia da 20 fino a 80 cm, mentre la larghezza è di circa 0,7-0,9 cm. Non presentano una linea intermedia bianca, tipica di alcune specie affini.
L’infiorescenza è un racemo corimbiforme, che si allunga ulteriormente durante la fruttificazione, portante da 6 fino a 25 fiori. I peduncoli fiorali sono eretti ed appressati, con lunghezza variabile a seconda della posizione dei fiori: quelli inferiori sono lunghi 30-50 mm, quelli intermedi 30-40 mm e quelli superiori 7-15 mm. Le brattee sono membranose, di forma triangolare e colore bianco ialino, lunghe 25-50 mm e larghe 10-22 mm, sempre più corte dei peduncoli.
I fiori sono di colore bianco, delicatamente profumati, con perianzio di forma campanulata e diametro di 40-45 mm. I tepali, in numero di sei, sono ovati con un mucrone evidente e dotati di ghiandule all'apice; quelli interni sono leggermente più corti (circa 1-2 mm) rispetto agli esterni. Gli stami hanno una lunghezza pari a circa un terzo di quella dei tepali, con antere di colore giallo chiaro e forma sagittata (6 x 1,8-2 mm). Lo stilo è lungo 4-5 mm, sorretto da un filamento nero alla base. L’ovario è trigono, con la parte superiore di colore nero lucido e la parte inferiore verde, di forma subglobosa con apice troncato.
Il frutto è una capsula trigona e subsferica, di circa 10 x 12 mm, di colore nero-violaceo. Al suo interno si trovano 6-7 semi neri, dalla forma irregolare, con dimensioni comprese tra 2,8-3,4 mm di lunghezza e 2,4-3,5 mm di larghezza.
L’apparato radicale è costituito da un bulbo profondamente tuberoso, che permette alla pianta di sopravvivere alle condizioni avverse e di ricrescere ogni anno.
Habitat e distribuzione
La specie è tipica delle regioni meridionali del Mediterraneo, con distribuzione che comprende le coste meridionali atlantiche e mediterranee, estendendosi in Europa mediterranea e nel Nord Africa. In Italia si è naturalizzata soprattutto lungo le coste del centro-sud, dove è frequentemente incontrata in ambienti marini, in particolare su substrati sabbiosi o pietrosi, in pascoli, incolti e vigne, dal livello del mare fino a circa 600 metri di altitudine.
Predilige esposizioni soleggiate e terreni ben drenati, tipici delle aree costiere mediterranee. La sua presenza è segnalata anche in regioni come la Corsica, il Var e le Alpi Marittime francesi, sempre legata agli ambienti litoranei.
Periodo di fioritura
La fioritura avviene tipicamente nei mesi di aprile e maggio. In base all’area geografica, soprattutto nelle regioni meridionali più calde, la fioritura può iniziare già ad aprile, mentre nelle zone a clima più fresco può protrarsi fino a maggio inoltrato.
Ecologia e impollinazione
I fiori, bianchi e profumati, sono visitati da insetti pronubi che facilitano l’impollinazione. La forma campanulata del perianzio e la presenza di ghiandule apicali sui tepali suggeriscono un adattamento all’attrazione di insetti impollinatori come api e altri imenotteri.
La pianta si riproduce sia per via sessuata, attraverso la produzione di semi neri all’interno della capsula trigona, sia per via vegetativa tramite i bulbilli secondari prodotti dal bulbo principale. La dispersione dei semi avviene probabilmente per caduta vicino alla pianta madre, mentre la diffusione a distanze maggiori può avvenire grazie a eventi di trasporto naturale (vento o acqua) tipici degli ambienti costieri.
Curiosità e usi tradizionali
Questa pianta, grazie al suo aspetto ornamentale, è stata utilizzata largamente per abbellire giardini e aiuole, oltre che come fiore reciso. La sua capacità di naturalizzarsi nelle zone costiere del centro-sud Italia è dovuta anche alla sua adattabilità e alla facilità di propagazione.
In alcune regioni meridionali, prima della fioritura, i giovani fusti vengono raccolti e consumati come asparagi, previa cottura, dimostrando un uso alimentare tradizionale. Questa pratica riflette un’antica conoscenza etnobotanica legata alla commestibilità della specie.
Il nome comune “Latte di gallina d’Arabia” richiama l’areale originario della pianta e probabilmente allude al colore bianco latteo dei fiori.
Etimologia
Il nome del genere deriva dal greco: “mélas” (μέλας) significa “nero” o “scuro”, mentre “omphalos” (ὀμϕαλός) indica “ombelico”. Questa denominazione si riferisce all’ovario o alla capsula nera, scura, presente al centro del fiore, che ricorda un ombelico nero.
L’epiteto specifico “arabica” indica l’area geografica di origine o di prima descrizione della specie, ovvero la regione araba o mediorientale.
Il nome comune italiano “Latte di gallina d’Arabia” richiama sia la colorazione bianca lattea dei fiori sia la provenienza geografica della specie.
Fonti
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Marinella Zepigi)
- Tela Botanica / H. Coste, "Flore descriptive et illustrée de la France"
Caratteristiche
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Classificazione
- Regno
- Plantae
- Famiglia
- Asparagaceae
- Nome completo
- Melomphis arabica (L.) Raf.
- Sinonimi
- Ornithogalum arabicum L.
- Forma biologica
- G bulbBulboseG — Geofite
Periodo di fioritura
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