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Specie botanica

Asparagaceae

Muscari comosum (L.) Mill.

Cipollaccio azzurro col fiocco, Lampascione

Commestibile
Sin.: Hyacinthus comosus L.; Leopoldia comosa (L.) Parl.
G bulb
Geofite bulbose
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Unione Comuni Garfagnana
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Descrizione

Descrizione morfologica

Pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asparagaceae, con ciclo biologico geofita bulbosa. L’organo perennante è un bulbo ovoide, di colore bruno rossastro, con un diametro di circa 2-4 cm, da cui ogni anno si sviluppano foglie e scapo fiorale.

L’altezza varia generalmente tra 15 e 50 cm, con foglie basali carnose, lineari e di colore verde, larghe da 0,5 fino a 1,5 cm, lunghe meno dello scapo. Le foglie sono scanalate inferiormente, inguainanti alla base, con margini ruvidi e si restringono verso un’apice acuto; si presentano prostrate o eretto-patenti e tendono ad afflosciarsi con l’avanzare della stagione.

L’infiorescenza è un racemo terminale spesso cilindrico o piramidale, lasso e allungato, che può superare i 20 cm in lunghezza. I fiori sono distinti in due tipi: i fiori fertili, posti nella parte inferiore del racemo, sono di colore bruno rossastro o bruno verdastro, con perigonio tubuloso-urceolato lungo 7-9 mm, azzurro-violaceo o giallo fosco, munito di sei tepali con denti giallastri all’apice. Questi fiori fertili sono inseriti all’ascella di piccole brattee e hanno peduncoli dapprima eretti che si orientano orizzontalmente o verso il basso durante la fruttificazione. Gli stami sono sei con antere rossicce, mentre stilo e stimma sono bianchi; l’ovario è supero e tricarpellare.

Sopra i fiori fertili si trova un caratteristico ciuffo (detto “fiocco”) di fiori sterili di un brillante azzurro-violaceo, di dimensioni inferiori, con peduncoli più lunghi rivolti verso l’alto. Questo “pennacchio” conferisce alla pianta un aspetto distintivo.

I frutti sono capsule ovato-triangolari, ottuse, lunghe fino a 15 mm, a tre valve che si aprono a maturità per liberare 6 semi globosi e di colore nero.

L’apparato radicale è bulboso e tuberoso, con bulbo profondo nel terreno, che consente alla pianta di sopravvivere alle condizioni ambientali più avverse.

Habitat e distribuzione

La specie è ampiamente diffusa nell’area mediterranea, con distribuzione che si estende in tutta l’Italia, risultando più frequente nelle regioni meridionali. È presente anche in Europa centrale e meridionale, in Asia occidentale e nel Nord Africa.

Cresce prevalentemente in ambienti aperti come campi coltivati, incolti, vigne e prati aridi, prediligendo terreni calcarei e ben drenati. Si trova comunemente fino a 1.500 metri di altitudine, dalle zone collinari a quelle montane medie.

L’esposizione preferita è soleggiata o semi-soleggiata, in condizioni di clima mediterraneo con stagioni asciutte estive.

Periodo di fioritura

La fioritura avviene principalmente tra aprile e luglio, con picchi che possono variare leggermente in base alla latitudine e all’altitudine. In Italia e nel Mediterraneo il periodo principale è tra fine primavera e inizio estate.

Ecologia e impollinazione

I fiori fertili, con il loro colore bruno-verdastro e la forma tubulosa, sono adattati all’impollinazione da insetti pronubi, in particolare api e altri imenotteri, attratti sia dal colore che dalla struttura del fiore.

La presenza del ciuffo di fiori sterili azzurro-violacei all’apice del racemo può avere una funzione ecologica di richiamo visivo per gli insetti impollinatori, facilitando così la riproduzione della pianta.

La dispersione dei semi avviene tramite la caduta dalle capsule mature, che si aprono per liberare i semi neri e globosi, favorendo la propagazione locale.

Curiosità e usi tradizionali

Conosciuto in Italia come “cipollaccio azzurro col fiocco” o “lampascione”, è una pianta commestibile con un lungo uso tradizionale nell’alimentazione e nella medicina popolare.

Il bulbo sotterraneo è utilizzato in cucina con modalità simili a quelle della cipolla: può essere consumato crudo nelle insalate o cotto in sughi, bolliti, o preparato in agrodolce. Viene anche conservato sottaceto come antipasto o contorno. In Basilicata il lampascione è riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale, tutelato dal Ministero delle Politiche Agricole.

Dal punto di vista medicinale, la pianta possiede proprietà diuretiche ed emollienti, grazie alla presenza di zuccheri e mucillagini. È impiegata per stimolare le secrezioni urinarie e, per uso esterno, come emolliente e rinfrescante per pelli irritate, secche o con foruncoli.

In ambito etnobotanico, in Spagna è chiamata “Hierba de los amores” e anticamente si attribuivano ai bulbi proprietà stimolanti il desiderio sessuale.

Etimologia

Il nome del genere deriva probabilmente dal sanscrito mushka (testicolo), in riferimento alla forma dei bulbi, oppure dal greco moderno moschàri (giacinto a grappolo) o dal greco classico mòschos (muschio), per l’odore di alcune specie del genere.

Il nome specifico comosum significa “chiomato”, alludendo al caratteristico “fiocco” di fiori sterili azzurri che corona la sommità dell’infiorescenza.

Il sinonimo Leopoldia è un omaggio a Leopoldo II, Granduca di Toscana.

Il nome comune italiano “lampascione” deriva dalla tradizione popolare e si riferisce appunto al bulbo commestibile, simile alla cipolla.

Fonti

  • Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Giuliano Salvai)
  • Tela Botanica / H. Coste, "Flore descriptive et illustrée de la France"
  • World Flora Online (WFO)
Testo elaborato con assistenza AI da fonti scientifiche ·Metodologia
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Caratteristiche

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Classificazione

Regno
Plantae
Famiglia
Asparagaceae
Nome completo
Muscari comosum (L.) Mill.
Sinonimi
Hyacinthus comosus L.; Leopoldia comosa (L.) Parl.
Forma biologica
G bulbBulbose
G — Geofite

Periodo di fioritura

Gen
Feb
Mar
AprMagGiu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic

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