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Specie botanica

Asparagaceae

Loncomelos pyrenaicum (L.) L.D.Hrouda

Latte di gallina dei Pirenei

Commestibile
Sin.: Loncomelos pyrenaicus (L.) L.D.Hrouda; Ornithogalum pyrenaicum; Ornithogalum pyrenaicum L.
G bulb
Geofite bulbose
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Descrizione

Descrizione morfologica

Pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asparagaceae, caratterizzata da un bulbo ovoide, lungo 2,5-4 cm, ricoperto da tuniche biancastre. Il fusto è eretto, glabro e presenta una superficie glauca, tipicamente alta tra 30 e 100 cm. Le foglie basali sono da 6 a 7, lineari e piuttosto grandi, larghe 6-8 (fino a 11) mm e lunghe 20-40 cm; hanno una superficie scanalata e sono tipicamente scomparse al momento della fioritura.

L’infiorescenza è un racemo spiciforme, inizialmente compatto e poi allungato e lasso, che può misurare da 10 fino a 40 cm di lunghezza, portando 20-40 piccoli fiori lievemente odorosi. I pedicelli fiorali sono patenti e lunghi 9-20 mm, con brattee membranacee di 5-7 x 13 mm, che terminano con una resta e raggiungono circa i due terzi della lunghezza del pedicello.

I fiori presentano un perigonio formato da sei tepali di colore verde-giallognolo, lunghi 11-12 mm e larghi circa 3 mm, con una caratteristica banda verdognola nella parte esterna. Durante l’antesi, i margini dei tepali si ripiegano verso l’interno. Gli stami sono lunghi circa tre quarti dei tepali, con antere di circa 3 mm. Lo stilo è filiforme e leggermente più lungo dell’ovario, che è tricarpellare, verdastro e lungo 2-3 mm.

Il frutto è una capsula loculicida, ovoide subtrigona, lunga 8-9 mm con marcate solcature. I semi sono neri, irregolari e dalla superficie ruvida. L’apparato radicale è bulboso, elemento perennante che permette la sopravvivenza della pianta tra una stagione e l’altra.

Habitat e distribuzione

Questa specie ha un areale eurimediterraneo, con una distribuzione concentrata sulle coste mediterranee ma con estensioni verso nord e verso est. In Italia si trova in diversi ambienti, dai boschi di latifoglie, in particolare querceti, fino a cespuglieti e incolti umidi. Cresce su suoli che variano da umidi a mediamente drenati, fino a 1600 metri di altitudine, dimostrando una buona adattabilità. L’esposizione preferita è quella luminosa o semi-ombreggiata tipica delle zone boschive.

Periodo di fioritura

La fioritura avviene tra i mesi di maggio e luglio. In base all’altitudine e alle condizioni climatiche locali, il periodo può subire leggere variazioni; generalmente i fiori appaiono prima nelle zone più calde e a quote più basse, mentre nelle stazioni più fresche e alte la fioritura tende a spostarsi verso giugno-luglio.

Ecologia e impollinazione

I fiori, lievemente odorosi e con tepali verdi-giallognoli, attirano diversi insetti pronubi, anche se non sono note specifiche precise sulle specie impollinatrici. La struttura aperta dell’infiorescenza e la presenza di stami ben sviluppati suggeriscono una strategia di impollinazione entomofila, facilitata dall’accesso ai nettari e polline. La dispersione dei semi avviene tramite la capsula loculicida che, una volta matura, si apre liberando semi ruvidi e neri; la modalità di dispersone è probabilmente barocora (caduta diretta a terra), con possibile aiuto di agenti secondari come piccoli animali o l’acqua.

Curiosità e usi tradizionali

Questa specie è commestibile ed è nota da tempi antichissimi per il suo utilizzo alimentare. Plinio il Vecchio e Dioscoride già la citavano come pianta dalle radici bulbose consumabili crude o cotte. Durante periodi di carestia, il bulbo è stato utilizzato come fonte di sostentamento, spesso arrostito e cosparso di miele per migliorarne il sapore. I giovani germogli, dopo cottura, sono stati impiegati come gli asparagi, analogamente a quelli di altre specie affini come Loncomelos narbonensis.

Va però sottolineato che il bulbo crudo è velenoso per gli animali, e ciò richiede attenzione nell’uso alimentare. Curiosamente, in epoche passate, i pellegrini diretti alla Mecca consumavano il bulbo secco come fonte di nutrimento durante il viaggio. Alcune varietà di Ornithogalum (genere da cui Loncomelos è stato separato) sono inoltre utilizzate nell’industria del fiore reciso, anche se non è specificato se questa specie rientri tra queste.

Gli usi medicinali storici sono meno documentati e attualmente non vengono raccomandati a scopo terapeutico.

Etimologia

Il nome del genere Loncomelos deriva probabilmente dal greco: "lonchus" significa "lancia", mentre "melos" può riferirsi a "membro" o "parte", forse alludendo alla forma allungata delle foglie o dei fiori. L’epiteto specifico pyrenaicum indica la provenienza o l’associazione con i Pirenei, catena montuosa da cui è stato originariamente descritto.

Il nome comune italiano "Latte di gallina dei Pirenei" si riferisce al colore chiaro dei fiori, che ricordano la schiuma o il latte, e alla regione di origine, sottolineando la sua identificazione geografica.


Fonti

  • Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Marinella Zepigi)
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Caratteristiche

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Classificazione

Regno
Plantae
Famiglia
Asparagaceae
Nome completo
Loncomelos pyrenaicum (L.) L.D.Hrouda
Sinonimi
Loncomelos pyrenaicus (L.) L.D.Hrouda; Ornithogalum pyrenaicum; Ornithogalum pyrenaicum L.
Forma biologica
G bulbBulbose
G — Geofite

Periodo di fioritura

Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic

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