Specie botanica
Valerianella carinata
Loisel.
Gallinella carenata
Descrizione
Descrizione morfologica
La pianta presenta un portamento scaposo con fusti dicotomo-ramosi, che sono spessi alla base, da striati a strettamente alati e più o meno scabri al tatto. Il fusto si sviluppa in modo ramificato e ascendente, caratteristica che conferisce alla pianta un aspetto ramoso e compatto. Le dimensioni complessive possono variare, ma generalmente i fusti raggiungono un’altezza contenuta tipica delle specie erbacee annuali.
Le foglie sono spatolate, con una base tronca e margine dentato, spesso oscuramente dentellate. Le foglie superiori sono sessili e presentano nervature inferiormente reticolate, con una larghezza di circa 6-9 mm e una lunghezza tra 30 e 40 mm. La base delle foglie è semiamplessicaule, cioè parzialmente avvolgente il fusto.
L’infiorescenza è costituita da 2-4 dicotomie allungate che portano cime dense di piccoli fiori bianchi o bianco-violacei, con corolle di circa 1,5 mm di diametro. I fiori, di colore prevalentemente bianco, sono tipici della famiglia Valerianaceae e conferiscono alla pianta un aspetto delicato.
Il frutto è un achenio prismatico-oblungo, quadrangolare con un profondo solco longitudinale su una delle sue facce. Misura circa 2 mm ed è generalmente glabro. Il calice si riduce a un breve dentello di circa 0,2 mm che si appoggia sul frutto, elemento distintivo rispetto ad altre specie affini. In sezione trasversale, il frutto appare isodiametrico, con la loggia fertile leggermente maggiore di quella sterile, che è parzialmente saldata e delimita il solco profondo.
L’apparato radicale, tipico delle specie erbacee annuali di ambienti umidi o semi-acquatici, è generalmente fibroso e poco profondo, adatto a stabilizzare la pianta in terreni spesso soffici o umidi.
Habitat e distribuzione
La specie è presente principalmente in aree collinari e montane di media altitudine, tipicamente tra i 400 e 1.200 metri sul livello del mare. In Italia si ritrova in ambienti quali campi coltivati, bordi di sentieri, vigneti e aree aperte con suoli freschi e ben drenati, ma con una certa tendenza all’umidità, spesso in prossimità di zone umide o con presenza stagionale d’acqua.
La specie predilige esposizioni luminose o parzialmente ombreggiate, tipiche degli ambienti aperti o di margine di coltivi. A livello mediterraneo, è diffusa soprattutto nelle regioni centro-settentrionali, dove le condizioni climatiche e pedologiche sono favorevoli al suo sviluppo.
L’habitat è caratterizzato da suoli di medio impasto, con buona capacità di ritenzione idrica, ma non eccessivamente umidi in modo permanente, riflettendo la sua adattabilità a condizioni sub-acquatiche o a suoli temporaneamente umidi.
Periodo di fioritura
La fioritura avviene principalmente tra aprile e giugno, con variazioni che dipendono dall’altitudine e dalla latitudine. Nelle regioni più settentrionali o in montagna la fioritura può essere concentrata nei mesi centrali della primavera, mentre nelle zone più miti può iniziare già in aprile.
Questa finestra temporale coincide con la primavera avanzata, periodo favorevole per l’impollinazione e la dispersione dei frutti prima dell’estate.
Ecologia e impollinazione
La pianta si riproduce principalmente tramite impollinazione entomogama, con l’attrazione di piccoli insetti pronubi, come api e moscerini, attratti dai fiori bianchi e dalla loro disposizione in cime dense. La struttura compatta delle infiorescenze e la dimensione ridotta dei fiori facilitano la visita di insetti di piccole dimensioni.
La dispersione dei semi avviene principalmente per caduta vicino alla pianta madre, con possibile trasporto secondario da parte di insetti o acqua, data la predilezione per ambienti umidi o sub-acquatici. La presenza del solco profondo sul frutto può facilitare l’adesione o il trasporto in ambiente umido.
Curiosità e usi tradizionali
Non sono note particolari applicazioni etnobotaniche o medicinali per questa specie, né evidenze di utilizzo alimentare o nel folklore locale. Tuttavia, molte specie affini di Valerianella sono apprezzate per le loro proprietà commestibili, come la valerianella locusta, nota come “songino” o “lattughino”.
La specie, grazie alla sua presenza in ambienti collinari e agricoli, può essere considerata indicativa di suoli freschi e ben gestiti, rappresentando un elemento utile per la biodiversità delle colture spontanee.
Etimologia
Il nome del genere “Valerianella” è un diminutivo di “Valeriana”, che deriva dal latino “valere” (stare bene, essere forte), riferendosi alle proprietà medicinali attribuite alla valeriana comune. L’epiteto specifico “carinata” deriva dal latino “carina”, che significa “carena” o “chiglia”, in riferimento al solco profondo e caratteristico presente su una faccia del frutto, simile alla forma di una chiglia di barca.
Il nome comune italiano “Gallinella carenata” richiama la forma del frutto e il portamento delicato della pianta, con “gallinella” che è un nome tradizionale attribuito a diverse specie del genere Valerianella per la loro diffusione nei campi e nei prati.
Fonti
- Prof. S. Pignatti, "Flora d'Italia"
- World Flora Online (WFO)
Caratteristiche
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Classificazione
- Regno
- Plantae
- Famiglia
- Valerianaceae
- Nome completo
- Valerianella carinata Loisel.
- Sinonimi
- Fedia carinata (Loisel.) Steven; Masema carinatum (Loisel.) Dulac; Valeriana carinata (Loisel.) Christenh. & Byng; Valerianella locusta (L.) Laterr. f. carinata (Loisel.) Devesa, J.López & R.Gonzalo
- Forma biologica
- Terofite scapose
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