Specie botanica
ValerianaceaeValeriana rubra L.
Valeriana rossa
Descrizione
Descrizione morfologica
Pianta perenne cespugliosa, alta generalmente tra 30 e 70 cm, con base legnosa e fusto glabro, glaucico e carnoso. I fusti sono eretti o ascendente-ramosi, di sezione cilindrica, lisci, cretacei, e nascono da un rizoma sotterraneo ben sviluppato che permette alla pianta di sopravvivere nel tempo. Il portamento è compatto ma ramificato, conferendo alla pianta un aspetto cespuglioso.
Le foglie sono disposte in modo opposto lungo i fusti. Le foglie inferiori sono brevemente picciolate o cuneate, mentre quelle superiori sono sessili e generalmente amplessicauli, con base arrotondata. La forma delle foglie è ovato-lanceolata, lunghe 8-12 cm, larghe 2-4 cm, con margine intero o lievemente dentato. Sono lisce, con apice acuminato e superficie glabra, di colore verde azzurrognolo che conferisce un effetto glauco caratteristico.
I fiori, ermafroditi e zigomorfi, sono riuniti in densi corimbi che si allungano a formare una struttura panicolare trichotoma con rami eretti. La corolla è gamopetala, lunga circa 9-10 mm, di colore variabile dal rosa carico al rosso violaceo, talvolta bianca, e presenta un tubo conico munito alla base di uno sperone lineare lungo 1-3 volte l’ovario infero. Il lembo corollino è diviso in cinque lobi ineguali. Gli stami hanno filamenti glabri, spesso di colore rosa intenso, con antere giallastre o rosate. Lo stilo è sporgente e porta uno stimma trilobato. I fiori sono profumati e attraggono insetti per la loro impollinazione.
Il frutto è un achenio glabro, sormontato da un pappo piumoso persistente che facilita la dispersione anemocora (aerea).
L’apparato radicale è un rizoma sotterraneo spesso e sviluppato, che favorisce la perennità della specie e la sua capacità di colonizzare ambienti anche difficili.
Habitat e distribuzione
Questa specie ha una distribuzione tipicamente mediterranea, con un areale steno-mediterraneo che si estende lungo le coste del Mediterraneo e comprende l’area dell’Olivo. In Italia è presente in tutte le regioni, ma risulta più comune nelle regioni centro-meridionali e nelle isole maggiori (Sicilia e Sardegna).
Cresce su substrati calcarei, prediligendo ambienti aperti e soleggiati quali vecchi muri, rupi, terreni rocciosi, bordi di strade e scarpate. La sua presenza è segnalata dal piano fino a circa 1300 metri di altitudine.
In ambito mediterraneo, è segnalata anche in Europa centrale e meridionale, in Siria e nel Nord Africa, ed è naturalizzata in alcune zone della Francia e della Corsica. È spesso coltivata per scopi ornamentali e può naturalizzarsi in ambienti antropizzati.
Periodo di fioritura
La fioritura si estende da maggio fino a settembre, con alcune variazioni in base alla latitudine e all’altitudine. Nei climi più caldi del centro-sud Italia e delle isole la fioritura può iniziare precocemente a maggio e protrarsi fino all’inizio dell’autunno. Nei siti più freschi o a quote più elevate la fioritura può risultare più concentrata nei mesi estivi.
Ecologia e impollinazione
La pianta è impollinata principalmente da farfalle diurne e notturne, attratte sia dal colore vivace dei fiori sia dalla loro fragranza. La corolla con sperone è adattata ad ospitare insetti con proboscide lunga, facilitando così l’impollinazione mediante visita e contatto con gli organi riproduttivi.
Il frutto, un achenio dotato di pappo piumoso, viene disperso dal vento, permettendo alla specie di colonizzare nuovi habitat aperti e rocciosi.
Curiosità e usi tradizionali
Valeriana rossa possiede una lunga storia di usi officinali e tradizionali. Le radici contengono vari principi attivi, quali tannini, resine, oli essenziali e alcaloidi, che conferiscono proprietà sedative, antispasmodiche e antinevralgiche. In passato, le sue radici furono utilizzate come succedanei della valeriana comune (Valeriana officinalis).
I semi, secondo alcune fonti storiche, venivano impiegati per preparare pozioni usate nell’imbalsamazione. Alcune popolazioni tradizionalmente reputavano la pianta dotata di poteri magici: le radici essiccate e polverizzate venivano conservate in sacchetti per proteggere le abitazioni dai fulmini, mentre le foglie erano impiegate nei rituali per placare litigi amorosi e favorire la riconciliazione tra innamorati.
Oltre all’uso medicinale, la pianta è coltivata come ornamentale per il colore brillante dei suoi fiori. Le foglie, nonostante il forte e poco gradevole odore, possono occasionalmente essere consumate crude in insalata.
Etimologia
Il nome scientifico del genere, Valeriana, deriva dal latino medievale valeriana, attestato già nel X secolo. L’etimologia rimane incerta: alcune ipotesi lo collegano alla provincia romana di Pannonia Valeria (nell’attuale Ungheria occidentale), dove la pianta era comune; altre lo associano al verbo latino valere (essere in buona salute), in riferimento alle proprietà medicinali della pianta; ulteriori interpretazioni lo collegano a personaggi storici o a termini di origine germanica, come baldrian, legato a figure mitiche o al dio Baldur, sottolineando il valore magico attribuito alla specie.
Il nome della specie ruber significa “rosso” in latino, richiamando il colore caratteristico dei fiori.
In italiano il nome comune “Valeriana rossa” si riferisce proprio alla colorazione dei fiori, che varia dal rosa intenso al rosso violaceo.
Fonti
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (actaplantarum.org)
- Acta Plantarum - Scheda di Giuliano Salvai
- Tela Botanica / H. Coste, Flore descriptive et illustrée de la France
Caratteristiche
Dove l'ho trovata (5 avvistamenti)
Classificazione
- Regno
- Plantae
- Famiglia
- Valerianaceae
- Nome completo
- Valeriana rubra L.
- Sinonimi
- Centranthus ruber (L.) DC.
- Forma biologica
- Ch suffrSuffruticoseCh — Camefite
Periodo di fioritura
Approfondimenti
Hai notato un errore nella determinazione? Scrivimi
Altre specie della stessa famiglia
Valerianaceae
Esplora
Altre specie di Valerianaceae