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Specie botanica

Iridaceae

Hermodactylus tuberosus (L.) Mill.

Bellavedova, Bocca di lupo

Sin.: Iris tuberosa L.
G rhiz
Geofite rizomatose
9
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San Giuliano Terme
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Descrizione

Descrizione morfologica

Pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Iridaceae, caratterizzata da un portamento eretto e un'altezza compresa tra 20 e 40 cm. Il fusto è rigido, liscio, di sezione cilindrica e sostenuto da un rizoma orizzontale munito di tubercoli allungati disposti in modo digitale. Questo apparato rizomatoso è profondo ma anche superficiale, con fibre radicali miste ai tubercoli, che conferiscono alla pianta una forte ancoraggio al terreno.

Le foglie sono tutte radicali, disposte a rosetta basale, di forma lineare e lunghe dai 30 ai 70 cm, generalmente più lunghe dello scapo fiorale. Sono di sezione quadrangolare, con una larghezza di 3-4 mm, e sono circondate da lunghe guaine prive di foglioline (afille). Le foglie inferiori più prossime al rizoma sono ridotte a squame pallide.

I fiori sono unici e terminali, di circa 5 cm di diametro, portati singolarmente all’apice del fusto rigido. Alla base del fiore si trovano una o due spate lanceolate erbacee che avvolgono il perigonio. Il tubo del perigonio è più corto rispetto all’ovario. I tepali esterni sono ovati, di colore violaceo-fosco con bordi giallastri, vellutati e glabri, con lamina riflessa e margine smarginato. I tepali interni, più corti, sono eretti, lineari-lanceolati, di colore verde-giallastro. Gli stimmi sono eretti, bilobi, acuminati e di colore giallo, più corti delle lacinie esterne e molto sviluppati, assumendo una forma tepaloide. L’ovario è uniloculare, fusiforme, lungo circa 1,5 cm e si prolunga in un breve stilo.

Il frutto è una capsula oblunga loculicida che contiene numerosi semi sferici di colore bruno a maturazione.

Habitat e distribuzione

La specie è diffusa lungo le coste meridionali dell’Europa, dalla Spagna fino alla Grecia, con presenza anche in Italia, soprattutto nelle regioni mediterranee e submontane. Vegeta preferibilmente in luoghi incolti, erbosi, bordi stradali, coltivi abbandonati, vigneti e oliveti. È in grado di crescere fino a quote di circa 1400 metri sul livello del mare.

Predilige esposizioni soleggiate e terreni ben drenati, tipici degli ambienti mediterranei con clima temperato-caldo. È una specie steno-mediterranea, adattata a condizioni di suolo povero e mediamente arido.

Periodo di fioritura

La fioritura avviene principalmente nei mesi di febbraio e marzo, in corrispondenza della fine dell’inverno e dell’inizio della primavera. Non sono segnalate variazioni geografiche significative nel periodo di fioritura.

Ecologia e impollinazione

La specie si riproduce tramite fiori unici, che attirano insetti pronubi, sebbene non siano disponibili dati specifici sui principali impollinatori. La struttura del fiore, con tepali esterni riflessi e stimmi sviluppati, suggerisce una strategia di impollinazione entomogama, probabilmente favorita da insetti come api e farfalle.

La dispersione dei semi avviene attraverso la deiscenza della capsula loculicida, che libera numerosi semi sferici bruni a maturazione, favorendo la colonizzazione di nuovi siti adatti.

Curiosità e usi tradizionali

Il nome comune italiano "bellavedova" è ispirato all’aspetto elegante e scuro dei tepali esterni, vellutati e con bordi chiari, che ricordano un abbigliamento da lutto, come quello di una vedova. Questa caratteristica estetica ha contribuito a far sì che la pianta fosse apprezzata per la sua bellezza, sebbene non sia comune in commercio e sia conosciuta soprattutto dagli appassionati di giardinaggio.

La pianta è di facile coltivazione ma non ha una diffusione ampia nei vivai, probabilmente per la sua crescita lenta e la particolarità dell’apparato rizomatoso tuberoso. Non si segnalano usi medicinali o alimentari documentati, né particolari riferimenti nel folklore tradizionale.

Etimologia

Il nome del genere deriva dal greco: "ἔρμα" (hérma), che significa base o sostegno, e "δακτυλος" (dáktylos), che significa dito, in riferimento alla radice tuberosa che si presenta con tubercoli disposti a dita. Il nome specifico "tuberosus" si riferisce proprio all’aspetto tuberoso delle radici.

Il nome comune italiano "bellavedova" nasce dall’aspetto dei fiori, con tepali scuri, vellutati ed eleganti, che ricordano un abito da vedova in lutto, enfatizzando così la bellezza e la particolarità di questa specie.

Fonti

  • Prof. S. Pignatti, Flora d'Italia, Edagricole, Bologna, 1982
  • Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Mirna Medri)
Testo elaborato con assistenza AI da fonti scientifiche ·Metodologia
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Caratteristiche

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Classificazione

Regno
Plantae
Famiglia
Iridaceae
Nome completo
Hermodactylus tuberosus (L.) Mill.
Sinonimi
Iris tuberosa L.
Forma biologica
G rhizRizomatose
G — Geofite

Periodo di fioritura

Gen
FebMar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic

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