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Specie botanica

Rubiaceae

Cynanchica pyrenaica (L.) P.Caputo & Del Guacchio

Stellina comune

Officinale
Sin.: Asperula cynanchica L.; Asperula nitens Guss.; Asperula cynanchica L. subsp. pyrenaica (L.) Nyman; Asperula pyrenaica L.
H scap
Emicriptofite scapose
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Descrizione

Descrizione morfologica

La stellina comune è una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Rubiaceae, caratterizzata da un portamento cespitoso e un’altezza variabile da 8,5 fino a 43, talvolta 65 cm. La pianta presenta una radice legnosa alla base ed è dotata di un fusto strisciante o arcuato-ascendente, che può essere glabro, papilloso o ricoperto da peli puberulenti negli internodi inferiori e medi, lunghi quanto le foglie; gli internodi superiori risultano invece glabri.

Le foglie sono disposte in verticilli di 4-6 elementi, sessili e opposte, con portamento eretto. La loro forma varia da lineare a lanceolato-lineare, ellittica o oblanceolata, con margine ingrossato o revoluto. Le foglie inferiori misurano da 1,1 a 8 mm di lunghezza e da 0,5 a 2 mm di larghezza, mentre quelle mediane e superiori sono più grandi, da 5 a 26 (fino a 31) mm di lunghezza e da 0,5 a 2,1 mm di larghezza. Le foglie superiori presentano un nervo mediano largo meno di tre quarti della loro larghezza e possono essere glabre o con presenza di papille.

L’infiorescenza è corimbosa, pauciflora e subsessile, con un diametro che varia da 2 a 15, talvolta fino a 23 cm, composta da rami divaricati che terminano in cime dicasiali contenenti 2-4 fiori su peduncoli lunghi circa quanto le foglie ascellari. Le brattee, disposte in verticilli di 4 (due larghi e due corti), sono lanceolate-ovate o lineari, lunghe da 1,3 a 6,5 (fino a 9) mm e larghe da 0,4 a 1,2 mm, generalmente libere o debolmente connate; le bratteole, più lunghe dei pedicelli, misurano da 0,5 a 2,7 mm in lunghezza e da 0,1 a 1,4 mm in larghezza.

I fiori, quasi sempre tetrameri e subsessili, presentano una corolla imbutiforme-obconica di colore roseo-biancastro, talvolta con peluria esterna o raramente scabra, con diametro compreso tra 2 e 4,5 (fino a 5,2) mm e tubo corollino lungo da 1,3 a 2,9 mm. Sono presenti quattro stami con filamenti di circa 0,3 mm, inseriti nel tubo corollino, e antere violette più lunghe del filamento.

Il frutto è un achenio ovoide o ellissoidale, ricoperto da sottili papille di colore più scuro.

Habitat e distribuzione

La stellina comune è una specie euri-mediterranea, con un areale centrato sulle coste del Mediterraneo e con prolungamenti verso nord ed est, compresa l’area della Vite. In Italia è diffusa principalmente in ambienti aridi e pascoli calcarei, oltre che su pietraie, dalla quota del piano fino a circa 1000 metri sul livello del mare, con rare presenze fino a 2000 metri.

Predilige quindi terreni calcarei, aridi e ben drenati, spesso in esposizioni soleggiate, tipiche di habitat mediterranei e sub-montani.

Periodo di fioritura

La fioritura si estende da giugno a ottobre, con possibili variazioni locali legate all’altitudine e alle condizioni climatiche specifiche del luogo.

Ecologia e impollinazione

La pianta è caratterizzata da un portamento scaposo, con un asse fiorale allungato spesso privo di foglie, tipico di emicriptofite scapose. I fiori tetrameri, di piccole dimensioni e colore roseo-biancastro, sono probabilmente impollinati da insetti pronubi attratti dalla forma imbutiforme della corolla e dal colore vivace, anche se i dati specifici sugli insetti impollinatori non sono dettagliati nelle fonti.

La dispersione dei semi avviene tramite acheni dotati di papille, che possono facilitare l’adesione a substrati o animali, contribuendo alla diffusione della specie negli ambienti adatti.

Curiosità e usi tradizionali

Il genere Cynanchica deve il suo nome alla tradizione medica antica: deriva dal greco συνάγχη (synanche), termine che indica un’infiammazione acuta della gola con soffocamento, nota come cynanche o squinanzia, suggerendo un uso tradizionale della pianta come rimedio per queste affezioni. L’etimologia può riflettere la capacità attribuita alla pianta nel trattamento di tali disturbi, anche se le applicazioni farmaceutiche storiche sono da considerarsi a scopo informativo e non sostitutive di cure mediche.

In floricoltura, la stellina comune è apprezzata per il suo aspetto eretto-prostrato, che la rende adatta a formare ottime coperture per giardini alpini e rocciosi; sono state inoltre ottenute diverse varietà coltivate di questa specie.

Etimologia

Il nome scientifico "Cynanchica" deriva dal greco antico, dove συνάγχη (synanche) significa “strozzare insieme” o “soffocare”, riferendosi all’antica malattia della gola nota come cynanche o squinanzia. Alcuni studiosi fanno risalire il termine a συν (con) e ἄγχω (strozzare), mentre altri lo collegano a κύων (cane), probabilmente in riferimento alla tosse canina.

Il nome comune italiano "stellina comune" si riferisce probabilmente alla forma e alla disposizione corimbosa dei fiori che, piccoli e delicati, ricordano una piccola stella.

Fonti

  • Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (actaplantarum.org)
  • Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Antonino Messina)
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Caratteristiche

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Classificazione

Regno
Plantae
Famiglia
Rubiaceae
Nome completo
Cynanchica pyrenaica (L.) P.Caputo & Del Guacchio
Sinonimi
Asperula cynanchica L.; Asperula nitens Guss.; Asperula cynanchica L. subsp. pyrenaica (L.) Nyman; Asperula pyrenaica L.
Forma biologica
H scapScapose
H — Emicriptofite

Periodo di fioritura

Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic

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