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Specie botanica

Asteraceae

Artemisia verlotiorum Lamotte

Assenzio dei fratelli Verlot

Sin.: Artemisia selengensis, Artemisia umbrosa, Artemisia vestita
H scap
Emicriptofite scapose
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San Giuliano Terme
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Descrizione

Descrizione morfologica

Pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae, caratterizzata da un portamento eretto e molto ramificato. L'altezza varia generalmente tra i 40 e i 150-200 cm. Il fusto si presenta striato di colore rossastro, con superficie rugosa e ramoso-ascendente, dotato di numerose ramificazioni. L’apparato radicale è tuberoso e profondo, con rizomi o stoloni orizzontali che possono estendersi per circa 1 metro, consentendo alla pianta una notevole capacità di espansione e perennazione.

Le foglie sono alterne, di forma lanceolata e con margine intero. Presentano una superficie superiore glabra e verde intenso, mentre quella inferiore è tomentosa e ghiandolosa. Le foglie superiori sono divise in lacinie lanceolate allungate, tutte di dimensioni simili (5-10 x 3-8 cm), con margine intero e consistenza leggermente ghiandolosa. Le foglie inferiori sono più piccole, semiabbraccianti il fusto, con 3-5 coppie di lacinie lanceolate o lanceolato-lineari.

L’infiorescenza è costituita da pannocchie piramidali dense di capolini (calatidi), tomentosi e disposti in modo spesso unilaterale. I capolini sono piccoli, sferici o ovoidi, di circa 3 mm di diametro, raggruppati in gruppi di 1-3 e con brattee di due ordini, ovali allungate, glabre e con margine scarioso. I fiori sono tubulosi, con corolla filamentosa lunga 2-3 mm e di colore rossastro-bruno, conferendo alla pianta un aspetto caratteristico rispetto ad altre Artemisie. I frutti sono acheni oblungo-obovati, privi di pappo, di colore marrone e dimensione 0,5-0,8 mm.

Habitat e distribuzione

Originaria dell’Asia orientale, specie naturalizzata in Europa, cresce in ambienti umidi e disturbati dall’attività antropica, come scarpate, aree industriali abbandonate, bordi di strade rurali, boschi ripariali, alveo di corsi d’acqua. In Italia si trova principalmente a quote basse, da 0 fino a circa 600 metri sul livello del mare.

Predilige terreni azotati e umidi, esposti a pieno sole, tipici di ambienti collinari e montani di bassa quota. È una specie fortemente infestante, in grado di competere con la flora erbacea locale grazie ai suoi rizomi e stoloni estesi.

Periodo di fioritura

La fioritura avviene prevalentemente tra ottobre e novembre, più tardiva rispetto ad Artemisia vulgaris con cui può essere confusa. La differenza nel periodo di fioritura è uno dei criteri utili per distinguerla da specie simili.

Ecologia e impollinazione

Il profumo aromatico, particolarmente camforato, è una caratteristica distintiva. La pianta produce fiori tubulosi che favoriscono l’impollinazione da parte di insetti pronubi, prevalentemente piccoli imenotteri e ditteri attratti dall’aroma e dal nettare. La dispersione dei semi avviene tramite piccoli acheni privi di pappo, per cui la colonizzazione di nuove aree avviene principalmente attraverso la propagazione vegetativa tramite rizomi e stoloni, che le conferiscono un’elevata capacità di espansione e invasività.

Curiosità e usi tradizionali

L’Assenzio dei fratelli Verlot è noto per le sue proprietà officinali e medicinali. Le sommità fiorite e le radici contengono oli essenziali, canfora, borneolo, vulgarolo, flavonoidi, lattoni, inulina e moderate quantità di tujone. Tradizionalmente è stato utilizzato come eupeptico, antispasmodico e amaro-tonico per migliorare la digestione e riequilibrare disturbi mestruali, in particolare nella medicina popolare femminile.

Storicamente, la pianta era apprezzata fin dall’antichità, con riferimenti da parte di Dioscoride, Plinio e Ippocrate, soprattutto per il suo ruolo nel riequilibrio della sfera mestruale e femminile.

Dal punto di vista folkloristico, un mazzolino di Artemisia raccolto il giorno di San Giovanni era considerato un amuleto contro il malocchio. Veniva anche utilizzata per imbottire cuscini che, secondo la tradizione, favorivano intuizioni spirituali e la capacità di prevedere il futuro.

Dal punto di vista ecologico, è considerata una specie invasiva e infestante. La sua presenza può limitare la crescita di altre piante erbacee locali, e la sua eradicazione risulta difficile a causa della capacità di rigenerarsi dagli stoloni sotterranei. In diverse regioni italiane è quindi inserita nelle liste nere delle malerbe. Viene impiegata anche come insetticida naturale, spesso associata al piretro.

Etimologia

Il nome del genere Artemisia deriva dal greco Ἄρτεμις (Artemis), la dea greca della caccia e della natura, associata anche al ciclo femminile, e potrebbe riferirsi anche ad Artemisia II di Caria, regina e botanica dell’antichità. L’epiteto specifico “verlotiorum” è un omaggio ai fratelli Verlot, botanici di Grenoble, che studiarono e classificarono la specie in Europa.

Il nome comune italiano "Assenzio dei fratelli Verlot" richiama direttamente questa dedicazione botanica, distinguendola dall’assenzio comune (Artemisia vulgaris).

Fonti

  • Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Antonino Messina)
  • World Flora Online (WFO)
Testo elaborato con assistenza AI da fonti scientifiche ·Metodologia
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Caratteristiche

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Classificazione

Regno
Plantae
Famiglia
Asteraceae
Nome completo
Artemisia verlotiorum Lamotte
Sinonimi
Artemisia selengensis, Artemisia umbrosa, Artemisia vestita
Forma biologica
H scapScapose
H — Emicriptofite

Periodo di fioritura

Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Set
OttNov
Dic

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