Sisymbrium officinale

Pianta erbacea annua con unico caule, radice fittonante e di colore bianco (20 ) 30 - 90 cm. Fusto eretto, con ramificazioni patenti o eretto-patenti ad angolo retto, rigidi e di colore verde opaco o violaceo e con sparsi peli di 1 mm. Foglie basali picciolate, disposte in rosetta, pennatosette ± lirate con segmenti oblungo - obovati, con lobo terminale più lungo e inciso - dentato (2 - 3 x 6 x 12 cm); foglie intermedie semiamplessicauli con 2 lobi laterali ± pelosi, dentate e lunghe fino a 5 cm; le foglie superiori amplessicauli, generalmente astate con lobo terminale oblungo-lanceolato e 2 lobi laterali patenti. Infiorescenza spiciforme, in racemo nudo, terminale, denso all'antesi e ± lasso alla fruttificazione. Peduncoli fruttiferi appressati al caule, ingrossati, densamente pelosi o talvolta glabri (2 mm) ± quanto le silique. Sepali 4 ± eretto-patenti di c. 2 mm e con peli radi. Petali 4 di colore giallo chiaro e lunghi 3 - 4,2 mm. Stami 6 esterni 2,2 - 2,5 mm, quelli intermedi 2,5 - 3 mm. Antere gialle 0,4 - 0,5 mm. Il frutto è una siliqua con peduncolo appressato al caule, eretta di forma cilindro-conica a 2 valve trinervate e ricoperta di densa peluria (9) 13 - 17(25) x 1,5 mm; a maturità si apre lungo le 3 nervature liberando da ognuna delle 2 valve 1 rango di semi bruni (8 - 14 (20) che misurano 1 - 1,3 x 0,6 - 0,8 mm.
Note, possibili confusioni: potrebbe essere scambiato, allo stadio di rosetta, con Sisymbrium erysimoides Desf. perchè poi all'antesi presenta fiori biancastri e silique non appressate ma patenti.
Etimologia: il nome del genere deriva dal greco " σισύμβριον" = " sisymbrion" nome del crescione e di altre erbe usate nell'antichità e menzionate da Teofrasto, Aristotile e Aristofane. Oppure, secondo Varrone, il nome era stato preso dall'effige di donna "Sisymbria" che ornava gli antichi teatri. L'epiteto della specie ricorda che la pianta veniva trattata nell'officina = "laboratorio" "farmacia" . Classificata dal botanico italiano Giovanni Antonio Scopoli (1723 - 1788), uomo poliedrico in grado di lasciare traccia importante di se attraversando argomenti scentifici come la medicina, la chimica, la metallurgia, l'ornitologia e la botanica.
Proprietà ed utilizzi: pur non essendo ancora provato scentificamente il principio attivo, l'uso dell'erisimo è molto antico, infatti nella medicina popolare è stato utilizzato in modo sistematico come decongestionante della mucosa faringea, antidiafonico, diuretico, espettorante. Tali proprietà si fanno risalire alla presenza di inirosina (essenza solforata), mucillagini, destrina, pectina, glucosidi, L'infuso unito all'acqua è un ottimo decongestionante della pelle da usare durante il bagno.
Curiosità: questa specie viene chiamata anche "erba dei cantori" per l'uso che ne facevano per i piccoli dei cori di voce bianche; di questo si hanno testimonianze sin dal periodo rinascimentale quando Jacques Dalechamps (1513 - 1588), da testimonianza che il medico Guillaume Rondelet con questa pianta riuscì a guarire uno dei ragazzi del coro.