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Specie botanica

Polygonaceae

Rumex crispus

Romice crespo

Commestibile
H scap
Emicriptofite scapose
7
Foto
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San Giuliano Terme PI, Italia
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Descrizione

Descrizione morfologica

Pianta erbacea perenne, il romice crespo si presenta con un portamento eretto, raggiungendo un’altezza variabile tra i 30 e i 120 cm. Il fusto è robusto, cilindrico e angoloso, glabro, spesso tingendosi di rosso-bruno, e può essere semplice o ramoso soprattutto nella parte superiore, con rami corti e ascendente. L’apparato radicale è costituito da un rizoma lignificato e ramificato, di colore rossastro e di consistenza carnosa, che consente alla pianta di sopravvivere negli anni.

Le foglie basali sono di grandi dimensioni, lungamente picciolate e con picciolo scanalato, spesso con una caratteristica guaina membranosa alla base (ocrea). La lamina è oblungo-lanceolata o lanceolata, raggiunge dimensioni fino a 12 x 4 cm, presenta margini ondulati e increspati, liscia e glabra su entrambe le pagine. Le foglie cauline sono progressivamente più piccole, lineari-lanceolate, attenuate alla base, con piccioli più brevi, e distribuite in modo alterno lungo il fusto.

L’infiorescenza è una pannocchia fogliosa, formata da verticillastri densi e multiflori disposti lungo un asse terminale. I fiori sono ermafroditi o dioici, con perianzio sepaloide composto da sei tepali: tre esterni piccoli, lineari e patenti, e tre interni più grandi, triangolari-cuoriformi con una callosità bruno-arancio alla base. I pedicelli sono articolati nella parte inferiore. Il colore dei fiori è generalmente verde o verdastro, poco appariscente.

Il frutto è un achenio ovato-trigonale, lucente e liscio, di colore bruno scuro, lungo circa 2,5-3 mm. Le valve fruttifere sono largamente ovali o cuoriformi, a margini interi o denticolati, reticolate, e si ripiegano verso il basso a maturità. Questo involucro membranoso aiuta la dispersione dei semi.

Il romice crespo è una specie sempreverde e può essere considerata infestante per la sua capacità di diffondersi rapidamente in ambienti disturbati grazie al suo rizoma.


Habitat e distribuzione

La specie è ampiamente diffusa in tutto il territorio italiano e nel bacino mediterraneo, crescendo dalla pianura fino a circa 1.500 metri di altitudine. Preferisce ambienti umidi o mesici, con terreni argillosi o limosi, frequentemente presenti ai margini di strade, in prati, incolti, ruderi, coltivi, frutteti e vigneti. È tipica degli ambienti sinantropici e dei luoghi disturbati, dove si comporta da pianta infestante.

È una specie subcosmopolita, presente quasi in tutte le zone temperate del globo, con distribuzione anche in Nord America dove si è naturalizzata. Nel Mediterraneo e in Europa è comune nelle praterie umide, lungo corsi d’acqua e fossati, in aree subalpine e collinari.


Periodo di fioritura

La fioritura avviene prevalentemente tra maggio e luglio, con possibile estensione fino a settembre in alcune aree. In Italia, la fase di fioritura rientra generalmente nei mesi estivi, con variazioni legate all’altitudine e al clima locale.


Ecologia e impollinazione

Il romice crespo è una pianta dioica o poligamodioica, con fiori ermafroditi o unisessuali. La sua infiorescenza a pannocchia è costituita da fiori densi, che sono generalmente impollinati da insetti pronubi attratti dalla struttura compatta e dalla presenza di callosità e tepali colorati.

La dispersione dei semi avviene principalmente tramite il frutto, un achenio dotato di valve membranose che facilitano la dispersione anemocora (trasporto dal vento) e idrocora (trasporto dall’acqua). Il rizoma consente inoltre una riproduzione vegetativa per moltiplicazione clonale.


Curiosità e usi tradizionali

Il romice crespo ha una lunga storia di utilizzo in ambito etnobotanico e medicinale. Le giovani foglie sono commestibili e possono essere consumate cotte o in minestre, spesso miste ad altre erbe. La pianta è nota per le sue proprietà officinali: è amara, astringente, depurativa, rinfrescante e antianemica.

Le radici, ricche di ferro e tannini, sono state tradizionalmente impiegate come tonico-ricostituente, lassativo e antianemico, sostituendo talvolta il rabarbaro. I frutti, anch’essi ricchi di tannini, venivano utilizzati contro la diarrea.

Per uso esterno, le foglie venivano applicate in cataplasmi per trattare dermatiti, foruncoli e altre affezioni cutanee. In Europa occidentale, il romice crespo e specie affini sono stati usati come rimedio tradizionale contro le punture di ortica.

In Nord America, alcune tribù native hanno adottato questa pianta europea, utilizzandola per scopi medicinali simili, come favorire la suppurazione dei foruncoli e la cicatrizzazione di ferite.

In ambito pratico, alcune specie di Rumex sono state impiegate per estrarre tannini per la concia delle pelli, mentre le grandi foglie di Rumex obtusifolius erano usate per avvolgere e conservare il burro.


Etimologia

Il nome del genere Rumex deriva dal latino e significa "lancia", in riferimento alla forma lanceolata e appuntita delle foglie. L’epiteto specifico crispus sottolinea l’aspetto caratteristico delle foglie, con margini ondulati e increspati.

Il nome comune italiano "romice crespo" riflette esattamente questa caratteristica morfologica delle foglie, facilmente riconoscibile anche a occhio nudo.


Fonti

  • Prof. P.V. Arrigoni, "Flora analitica della Toscana", "Flora dell'Isola di Sardegna"
  • Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Marinella Zepigi)
  • Tela Botanica / H. Coste, "Flore descriptive et illustrée de la France"
  • World Flora Online (WFO)
Testo elaborato con assistenza AI da fonti scientifiche ·Metodologia
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Caratteristiche

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Classificazione

Regno
Plantae
Famiglia
Polygonaceae
Forma biologica
H scapScapose
H — Emicriptofite

Periodo di fioritura

Gen
Feb
Mar
Apr
MagGiuLug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic

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